Oggi facciamo una breve chiaccherata con Giocca, Mc Sassarese con una lunga attività alle spalle.
D – Iniziamo con una domanda abbastanza insolita durante un intervista. Se ti chiedessi cosa vorresti mangiare in questo momento, cosa sceglieresti?
G – In questo momento mangerei qualche fetta di prosciutto iberico di maiale nero allevato a ghiande, accompagnato da un bel vino Cagnulari. Mi piace trattarmi bene a tavola!
D – Sei uno dei rapper di Sassari con più produzioni e featuring sulle spalle, hai registrato davvero tanto materiale nel corso degli anni, se avessi però la possibilità di far conoscere la tua musica con una sola canzone, quale sceglieresti e perchè?
G – Scegliere una canzone è riduttivo per me, forse potrei dirti sempre l’ultima. Ma la più popolare è sicuramente “La Storia Hip Hop di Sassari“. Se il popolo ha scelto, lasciamo che sia questa a rappresentarmi.
D – Ho avuto modo di notare, in questo periodo soprattutto, quanto la moda si sia radicata, e abbia preso sempre più spazio nel mondo della musica , con una particolare attenzione alla scelta dei capi da indossare. La tua testimonianza è diretta anche grazie al fatto che lavori anche all’ interno del mondo dello streetwear. Cosa ti piace indossare di più e quali sono i tuoi brand preferiti?
G – Come dico nella strofa di “Avvezzi” del mio gruppo Sensei Crew: “nell’outfit conta lo stile, non contano i prezzi”. Per me l’Hip Hop tira fuori il meglio dal peggio, per cui non sono le marche che fanno lo stile. Credo uno abbia stile quando sa abbinare i colori e mettere in risalto i vestiti, a prescindere che usi capi di marca o indumenti del mercato delle pulci.
Credo anche che certe marche peró abbiano tanto stile, a me piace vestire Puma, Adidas, Kangol, mi piace anche cercare marche meno conosciute da abbinare al mio look. La mia regola dello stile è non superare mai i tre colori in abbinamento, se rimani entro i tre colori bilanciandoli a dovere puoi stare tranquillo di essere sempre fresh! Ah e i vestiti vanno sempre indossati puliti, scarpe comprese.
D – Parlaci delle tue influenze musicali, artisticamente abbiamo sentito che ti sei avvicinato a delle sonorità brasiliane nei tuoi ultimi lavori, raccontaci le tue esperienze fuori Europa..
G – Musicalmente le mie influenze sono il rap americano soprattutto tra il 1990 e il 2000, il jazz dai primordi ad oggi, il funk e il soul e il reggae degli anni 70, la musica etnica world inclusa quella sarda, la musica breakbeat di ogni tempo. Ma in realtà ascolto molti generi in molte lingue diverse e mi piace ancora campionare e riutilizzare tutto quello che ascolto e che mi è piaciuto.
Mi piace che ogni mio progetto abbia sonorità diverse. Mentre come solista prediligo beats jazzy con un’anima soul e funky, come Woodoo Clan ho un approcio più rap hardcore. Mentre con Sensei Crew ricreiamo una sorta di boom bap moderno e low-fi minimalista.
Con GioccaDendê amiamo ricercare sonorità brasiliane e ritmiche tropicali.
Inoltre le svariate collaborazioni che ho fatto con artisti di tutto il mondo mi hanno permesso di provare stili di beats tra i più disparati, dall’elettronica al trap come nel disco “Local Heroes“, dal rock alla dancehall, sempre mantenendo il mio stile e sperimentando nuove sonorità. Come rap ho bisogno che le liriche siano serrate e intelligenti, amo dare sempre un messaggio positivo e parlare di diversi argomenti, amo anche militare per alcune cause cui tengo molto come l’antirazzismo e la multiculturalità.
D – Progetti futuri e qualche anticipazione per i nostri amici che seguono la rubrica Dirtyquestions?
G – Non sto mai fermo quindi aspettatevi un nuovo disco per ognuno dei 4 progetti che ho elencato prima. Il primo che uscirà è sicuramente un mio lavoro solista assieme a un superproducer e due dj potentissimi. State sintonizzati!!
