
Oggi facciamo una breve chiaccherata con King Kunta, artista emergente di Cagliari
D – Iniziamo con una domanda abbastanza insolita durante un intervista. Se ti chiedessi cosa vorresti mangiare in questo momento? Cosa sceglieresti?
K – Vorrei mangiare una zuppa di cozze bro, di quelle pese con un mucchio di sugo. Vorrei mangiarla di fronte al mare e insieme ai miei amici perché avrebbe un sapore più buono.
D – Parlaci del tuo immaginario, che argomenti trattano i tuoi testi e da che cosa ti fai ispirare nella composizione di questi ultimi…
K – Parlo del mio paese, dei miei amici, delle situazioni che ci circondano, è tutto molto spontaneo e naturale, la scrittura è la mia valvola di sfogo. Abbiamo tutti degli sbatti, chi più chi meno. Credo che la musica possa aiutare ad uscire da certi meccanismi in cui siamo intrappolati, vuoi che sia il posto in cui viviamo o la mentalità della stragrande maggioranza della gente che ci circonda. Per citare me medesimo “la mia città non ha il cielo grigio ma siamo oscurati” credo faccia pensare, o per lo meno dovrebbe.
D – Abbiamo avuto modo di notare, in questo periodo soprattutto, quanto la moda si sia radicata, e abbia preso sempre più spazio nel mondo della musica. Quale è il tuo rapporto con i vestiti e il mondo delle sneakers?
K – Credo che l’abbigliamento aiuti ad esprimere te stesso, però fino ad un certo punto. Scommetto che in Italia esiste qualcuno che non ha mai indossato un completo firmato o un paio di sneakers griffate però se lo mettessi a fare freestyle farebbe il culo all’ultimo stronzetto con la canadese bape. È questo quello che conta bro, perché alla fine stiamo parlando di MUSICA, quindi fanculo come ti vesti se non mi vengono i brividi quando ti ascolto.
D – Parlaci del tuo ultimo lavoro “BAD VIBES”, dalla produzione del singolo a quella del video.
K – ll team non è cambiato e non cambierà, il mio bro Meetchfigus ha davvero esagerato con questo beat, quando ho sentito il piano ho capito che dovevo scriverci sopra! Era Luglio ed eravamo a casa di un amico in paese, hai presente quelle giornate in cui stai in casa e cerchi di non pensare al caldo? Come sempre dentro la nostra bolla abbiamo creato un pezzo che ci potesse rappresentare. Rinchiudere dentro una canzone uno stato d’animo, un momento della nostra vita, è come se servisse a ibernarlo per sempre che sia bello o che sia brutto. Da poco una persona mi ha detto che ascoltando questo mio pezzo si è rivista in tutte le barre, non si è sentita sola. La musica unisce, per questo mi piace farla, essendo emotivamente collegato a tutti i miei pezzi non posso che esserne orgoglioso. Per questo video sono state usate le riprese di Morphosy, abbiamo chiamato qualche amico in piazza a San Giovanni Suegiu e per fortuna siamo riusciti a finirle e non esagerare con la birra! Il montaggio è stato fatto dal mio big bro Stephensane che mi conosce da quando ero alto poco più di un cavolo e che non manca mai tra i collabori più stretti. Il team è questo e non abbiamo intenzione di fermarci.
D – Hai qualche progetto per il prossimo futuro e dove vorresti portare la tua musica o meglio dove vuoi che arrivi?
K – Voglio che arrivi a tutte le persone che ci si possono ritrovare, il rap mi ha consolato, fatto divertire e fatto piangere. Il mio sogno più grande è quello di sentirmi dire ciò che ho appena scritto qui sopra, voglio che i miei testi trasmettano emozioni e che arrivino alle orecchie di chi ne ha bisogno, la famiglia si sta allargando sempre di più e non posso che essere felice. Non ci fermeremo mai.
D – Saluta a tuo modo i lettori di DirtyQuestions
K – Non fatevi ingannare dalle stronzate e dalle apparenze, le mode passano ma le parole giuste possono restare incise nel petto per tutta la vita. Il rap mi ha dato un obbiettivo già da quando ero solo un ascoltatore, siate veri in tutto e per tutto e sarete ricompensati in pieno, love u all guys!
